La famiglia non è affar semplice e spesso i rapporti possono incrinarsi. Proprio per questo, si può voler diseredare un figlio o un altro erede legittimo.
Come vedremo in questo articolo, la legge italiana non ci consente di diseredare totalmente un erede legittimario salvo l’integrazione di fattispecie estremamente gravi.
Deve infatti essere rispettata quella quota di legittima che è posta a sua tutela. E’ invece possibile utilizzare l’intera quota disponibile per attribuzioni asimmetriche. E’ inoltre possibile, nel rispetto del valore monetario della quota di legittima, individuare qualitativamente la ripartizione dei beni.
Rendo tutto più concreto.
Nel rispetto della quota di legittima (es. liquidando questa in denaro), è possibile assegnare l’azienda di famiglia a solo uno dei due figli comportando nella sostanza un’estromissione del figlio “diseredato“.
- Che cosa è la legittima?
- Come non lasciare nulla ai parenti?
- Come non dare la legittima al figlio? Diseredazione o indegnità?
- Come escludere un erede legittimo dal testamento?
- Cosa succede se non rispetto le quote di legittima?
- Come lasciare l'eredità ad un solo figlio
- Come fare testamento olografo non impugnabile?
- Conclusioni
Che cosa è la legittima?
Inizio a definire cosa è la legittima.
Nel momento in cui il de cuius viene a mancare, si apre la successione.
La successione può essere legittima (se segue i criteri di legge – da non confondere con la quota di legittima di cui parlerò a seguire) o testamentaria (se hai redatto un testamento).
Gli eredi sono quelle persone chiamate all’eredità sulla base delle previsioni di legge e/o testamentarie. Succedono nella totalità del patrimonio (attivo e passivo). Il legatario invece è nominato a mezzo testamento e riceve uno o più beni specifici (attivo).
Chi sono gli eredi? Attenzione a non confondere gli eredi legittimi, con gli eredi legittimari e gli eredi testamentari.
- Erede legittimo: chi eredita in assenza di un testamento, secondo le norme della successione legittima stabilite dal codice civile
- Erede legittimario: il soggetto al quale è riservata una quota dell’eredità, indipendentemente dalle disposizioni testamentarie del defunto
- Erede testamentario: colui che viene desginato come beneficiario nel testamento del defunto.
Con il testamento si seguono comunque i principi di legge, ma siamo nell’ambito della libertà testamentaria. C’è una maggior flessibilità che ci consente di andare ad utilizzare arbitrariamente quella quota del nostro patrimonio definita “quota disponibile“.
Di converso la quota indisponibile, chiamata anche quota di legittima, è di spettanza dei legittimari.
Secondo l’art. 536 del codice civile i legittimari (gli eredi legittimari nell’asse ereditario) sono:
- il coniuge: anche se separato, salvo addebito della separazione
- i figli: legittimi, naturali o adottivi. In assenza di figli subentrano i loro discendenti (es. i nipoti)
- gli ascendenti: genitori o nonni del defunto, ma solo se non vi sono figli o loro discendenti.
Non è possibile escludere i figli del primo matrimonio dall’eredità. Questi sono figli legittimi e quindi hanno diritto ad una quota di legittima.
La legge garantisce una quota di legittima sull’eredità che varia in funzione della composizione della famiglia.
Faccio degli esempi.
Se il defunto lascia un coniuge e un figlio, a ciascuno spetta un terzo del patrimonio. Se vi sono più figli, al coniuge spetta un quarto e ai figli la metà del patrimonio, da dividere in parti uguali.
Per differenza troviamo la quota disponibile. Nel primo caso (coniuge e un figlio) la disponibile sarà pari a un terzo, nel secondo caso (coniuge e due figli) la disponibile sarà pari a 1/4.
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Come non lasciare nulla ai parenti?

In assenza di coniuge, figli e ascendenti non ci sono vincoli nell’assegnazione del proprio patrimonio. Questi sono infatti i soggetti a cui la legge attribuisce la legittima, ovvero una riserva sul tuo patrimonio.
Utilizzando il testamento in assenza dei parenti citati, è possibile disporre pienamente del proprio patrimonio.
Per escludere un erede legittimo dal proprio testamento (non legittimario, altrimenti si rischia di ledere la quota di legittima), chi redige il testamento è tenuto a sottolineare – mediante apposita clausola – tale aspetto.
Come non dare la legittima al figlio? Diseredazione o indegnità?
Abbiamo visto che la legittima per i figli varia a seconda della propria composizione familiare. A quanto corrisponde quindi la quota di legittima per un figlio?
Ti elaboro vari scenari in modo da permetterti di avere una panoramica completa:
- solo un figlio: 1/2 al figlio come quota di legittima, 1/2 come quota disponibile
- solo due o più figli: 2/3 ai figli come quota di legittima (da ripartire in parti uguali), 1/3 come quota disponibile
- coniuge e un figlio: 1/3 al figlio e 1/3 al coniuge come quota di legittima, 1/3 di quota disponibile
- coniuge e più figli: 1/2 ai figli e 1/4 al coniuge come quota di legittima, 1/4 di quota disponibile
Il testamento di per sè non può escludere la quota di legittima. Può disporre dell’intero patrimonio ma senza ledere la quota disponibile.
Esistono però dei casi estremamente gravi in cui è possibile non dare la legittima al figlio e quindi (impropriamente) diseredare un erede legittimario. Non si parla più di diseredazione ma di indegnità.
Nella diseredazione infatti il de cuius inserisce una clausola che esclude dall’eredità un non-legittimario (soggetto che non sia figlio, coniuge o ascendente – a tal proposito infatti la stessa Cassazione ci ricorda l’applicazione degli art. 553 e seguenti del codice civile).
L’esclusione dal testamento per indegnità invece comporta il verificarsi di fattispecie particolarmente rilevanti. A titolo esemplificativo un figlio viene considerato indegno quando:
- compie reati gravi contro il testatore o i suoi parenti come l’omicidio o il tentato omicidio
- redige un testamento falso
- attua azioni violente che costringono il testatore alla modifica del testamento
Fuori dai casi di indegnità, si può sostenere che la legittima non si perde per “volere di terzi“. Si potrebbe infatti perdere la quota di legittima nel caso in cui si prescriva il diritto di accettazione, si rinunci all’eredità, si accetti un legato in sostituzione di legittima.
Non è quindi possibile escludere a priori un figlio dall’eredità in toto andando a violare la quota di legittima, salvo il caso dell’indegnità.
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Come escludere un erede legittimo dal testamento?

Ricapitolo quanto detto fino ad ora. Se non redigi un testamento si applicano le regole della successione legittima, ovvero quelle regole stabilite dal codice civile. E’ lo stesso codice civile che stabilisce, tra le altre cose, a chi vanno i tuoi beni quando verrai a mancare.
Con il testamento possiamo derogare a questo regime, nel rispetto delle quote di legittima che sono attribuite ai figli, al coniuge o agli ascendenti in mancanza.
Puoi quindi redigere un testamento in varie forme.
Le forme piu comuni di testamento sono il testamento olografico e il testamento pubblico. Il testamento pubblico richiede il coinvolgimento di un notaio. Il testamento olografico è scritto di tuo pugno.
Come funziona la legittima in caso di testamento olografico? Parimenti a quella di un testamento pubblico. Seppur redatto da un notaio, hanno uguale valore legale (prescindo dai molteplici errori che una persona può compiere inconsapevolmente nella redazione di un testamento olografo in autonomia).
E’ quindi possibile escludere in toto dal testamento un erede legittimo ma non legittimario (figlio, coniuge, ascendenti).
Faccio un esempio.
Immagina di non avere figli. La posizione del ricco zio di america che, ai fini della nostra trattazione, è residente in Italia. Non è necessario rispettare alcuna quota di legittima, quindi è possibile disporre liberamente dell’intero patrimonio.
Possiamo inserire nel testamento una clausola espressa di questo tipo: “Escludo dalla mia successione il sig. [Nome e Cognome] nato il [data] a [luogo], affinché non riceva alcun bene o diritto dalla mia eredità“.
Cosa succede se non rispetto le quote di legittima?
Arrivo al fatidico quesito. “Voglio comunque diseredare mio figlio e non rispettare le quote di legittima che la legge gli attribuisce“. Cosa succede se non le rispetto?
Preparati a un po di trambusto tra gli eredi.
Gli eredi legittimari (figli, coniuge, ascendenti), possono promuovere un’azione di riduzione per ottenere la parte dell’eredità che la legge gli attribuisce.
Si parla di azione di riduzione perchè tramite la contestazione delle disposizioni testamentarie si va a ridurre le stesse fino al ripristino della quota di legittima prevista dalla legge.
So già a cosa stai pensando. Faccio donazioni in vita, mi spoglio di tutti i miei beni e facendo testamento ho da attribuire solo alcuni cespiti residuali.
Funzionerebbe fintantochè la legge non avesse previsto, oltre all’azione di riduzione di cui ho parlato precedentemente (che già di per se rende vana questa condotta) l’istituto della collazione ereditaria. I figli, i loro discendenti e il coniuge all’accettazione dell’eredità sono tenuti a conferire nella massa ereditaria i beni ricevuti in donazione dal defunto durante la sua vita.
Cosa succede per donazioni fatte a favore di terzi? Se vanno a ledere la quota di legittima spettante agli eredi legittimari (coniuge, figli e in assenza genitori) possono essere oggetto di azione di riduzione.
Per esercitare l’azione di riduzione è necessario aver subito una lesione. Questa lesione la puoi avere solo se avevi diritto ad una quota della legittima.
I fratelli non possono impugnare un testamento (azione di riduzione) per lesione della quota di legittima dato che non rientrano tra gli eredi legittimari.
I nipoti discendenti diretti (figli dei figli del defunto) di converso, in ipotesi di figlio premorto, subentrano per rappresentazione nella quota del genitore potendo quindi, se lesi, esercitare l’azione di riduzione.
I nipoti non discendenti diretti (come i figli del fratello del defunto) non possono impugnare il testamento agendo per rappresentazione, in quanto al fratello non spetterebbe alcuna quota di legittima.
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Come lasciare l’eredità ad un solo figlio

Come visto in precedenza non hai la possibilità di diseredare completamente un figlio fuori dai casi di indegnità (fattispecie di estrema gravità).
Hai tre possibilità:
- effettui assegnazioni asimmetriche nel rispetto della quota di legittima, e quindi nei limiti della disponibile
- effettui assegnazioni qualitative dei beni in tuo possesso
- scenario internazionale e trasferimento della residenza
Il primo punto è autoesplicativo. Puoi disporre di una quota parte del tuo patrimonio liberamente, assegnando quindi un importo maggiore ad un soggetto rispetto che ad un altro.
Il secondo è meno considerato. La norma ci chiede di rispettare determinate proporzioni calcolate su un valore assoluto e convertite in denaro corrente. Nulla ci dice circa l’assegnazione qualitativa dei beni.
Tramite testamento infatti possiamo decidere di attribuire un determinato bene, per esempio le quote societarie, ad un erede, ed altri a differenti soggetti, come il conto corrente. Il valore complessivo dei beni attribuiti non può ledere la quota di legittima, ma nulla questio sull’attribuzione qualitativa.
Un altro profilo che spesso non viene considerato è l’ipotesi internazionale. Le disposizioni testamentarie del codice civile governano le successioni che si aprono in Italia.
Il trasferimento in un paese estero che non prevede l’applicazione delle quote di legittima (come alcuni paesi di Common Law come il Regno Unito o gli Stati Uniti) ti consente di lasciare l’eredità a chi vuoi.
Attenzione però a questi profili:
- il trasferimento deve essere genuino (ci devi vivere in quel paese)
- i beni localizzati in Italia potrebbero essere attratti alla normativa locale
- trasferendoti all’estero sarai tenuto (o meglio i tuoi eredi saranno tenuti) al pagamento delle imposte di successione di quel determinato paese.
Prima di concludere questa sezione faccio una breve menzione della polizza assicurativa.
Potresti pensare che, dato che le somme liquidate dalla compagnia di assicurazione non rientrano nell’attivo ereditario, sia possibile non rispettare le quote di legittima.
E’ errato.
I premi pagati (ma non i rendimenti) possono ledere la quota di legittima. In questo caso sarà possibile tramite azione di riduzione ottenere la restituzione di parte dei premi (ma non dei rendimenti della polizza).
Come fare testamento olografo non impugnabile?
Ricapitolando, è possibile disporre tramite lo strumento del testamento di parte del proprio patrimonio nel rispetto della quota di legittima, quindi una quota che è riservata a determinati soggetti.
Il testamento olografo non ha una durata o una scadenza. Potrà essere modificato, sovrascritto o integrato con un successivo testamento olografo o con un testamento pubblico.
E’ possibile farlo se l’ultimo testamento (olografo) è valido e non impugnabile. Non deve stupire il fatto che un testamento è valido quando rispetta i requisiti stabiliti dal codice civile.
Le principali attenzioni da fare:
- scrittura a mano
- datazione
- sottoscrizione
- chiarezza e legibilità
- conservazione in un luogo sicuro
Il testamento olografo potrà quindi essere riposto in un cassetto. La consegna ad un professionista di fiducia garantisce la pubblicità al momento della morte.
Viene infine spesso chiesto se “con il testamento olografo si paga la successione?”
Seppur si parli di successione testamentaria, anche con il testamento olografo è necessario pagare l’imposta di successione al superamento delle franchigie.
Conclusioni
La normativa italiana tutela gli eredi legittimari garantendo loro una quota di legittima, che non può essere ignorata o violata attraverso disposizioni testamentarie. In caso di violazione gli eredi potranno agire in riduzione per vedersi restituito quanto di loro spettanza.
Tuttavia, all’interno dei limiti imposti dalla legge, il testatore ha la possibilità di gestire la quota disponibile come preferisce.
Se l’obiettivo è quello di escludere un erede legittimo (ma non legittimario), la redazione di un testamento è fondamentale per evitare l’applicazione delle regole della successione legittima.
Viceversa, l’unica modalità per “escludere” un erede legittimario (figlio, coniuge, ascendente) è di procedere con un’assegnazione qualitativa dei beni. L’esclusione da specifici attivi patrimoniali garantisce un’assegnazione consona in termini di quota di legittima.
In definitiva, la corretta pianificazione successoria richiede un’analisi approfondita e, spesso, il supporto di un professionista per evitare contestazioni future.
Se desideri una consulenza su come strutturare al meglio il tuo testamento o comprendere le implicazioni della successione, i professionisti di Studio Tibaldo sono a tua disposizione per guidarti in ogni fase del processo.

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